
Se hai avuto episodi di herpes nell'area da trattare, il laser può riattivare il virus latente. Non è un motivo per rinunciare alla rimozione, ma richiede un protocollo specifico da concordare prima della prima seduta.
Il virus herpes simplex (HSV-1, responsabile dell’herpes labiale, e HSV-2, associato all’herpes genitale) non viene mai eliminato dall’organismo dopo il primo contagio. Rimane in forma latente nei gangli nervosi sensitivi corrispondenti all’area di infezione iniziale.
Diversi fattori possono riattivarlo: stress fisico, traumi cutanei, esposizione solare intensa, riduzione delle difese immunitarie. Il laser per rimozione tatuaggi rientra a pieno titolo nella categoria dei traumi cutanei localizzati, perché genera un’infiammazione controllata nel derma dell’area trattata.
Se il tatuaggio si trova in un’area in cui hai avuto episodi di herpes (labbra, mento, zona genitale, zona lombare), il rischio di riattivazione dopo una seduta laser esiste e non va sottovalutato.
Per comprendere come il laser agisce sulla cute e perché produce questa infiammazione localizzata, leggi come funziona la rimozione laser dei tatuaggi.
La prima cosa da fare è essere trasparente durante la consulenza preliminare. Il medico deve sapere:
Queste informazioni permettono di valutare il livello di rischio e di decidere se è indicata una profilassi prima delle sedute.
In pazienti con anamnesi positiva per herpes ricorrente nell’area da trattare, il protocollo standard prevede la somministrazione profilattica di farmaci antivirali come aciclovir o valaciclovir, prescritti dal medico.
Lo schema tipico prevede di iniziare l’antivirale 24-48 ore prima della seduta e di proseguire per 3-5 giorni dopo. Il dosaggio e la durata vengono stabiliti in base alla frequenza degli episodi pregressi e all’area trattata.
Questa profilassi riduce significativamente il rischio di riattivazione, ma non lo azzera del tutto. In alcuni casi il medico può valutare una terapia soppressiva continua durante l’intero percorso di rimozione.
Se l’herpes è attivo al momento della seduta programmata — anche solo con la sensazione prodromica di formicolio — la seduta va necessariamente posticipata.
Le ragioni sono due:
Aspettare la risoluzione completa dell’episodio, inclusa la caduta delle croste, è la regola di sicurezza fondamentale.
Il virus varicella-zoster (VZV), responsabile del fuoco di Sant’Antonio, rimane latente nel sistema nervoso e può riattivarsi in modo simile all’HSV. Chi ha avuto un episodio di herpes zoster nell’area del tatuaggio deve segnalarlo: il rischio di riattivazione esiste, anche se è generalmente inferiore rispetto all’HSV ricorrente.
Anche in questo caso la profilassi antivirale può essere indicata, su valutazione medica caso per caso.
Se nei giorni successivi a una seduta laser compaiono i sintomi tipici dell’herpes (formicolio, bruciore, vescicole), contatta il medico il prima possibile. Una terapia antivirale iniziata precocemente riduce la durata e l’intensità dell’episodio e limita il rischio di complicanze.
Non applicare creme o unguenti diversi da quelli indicati dal medico sull’area trattata durante un episodio attivo.
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Segnalacelo durante la consulenza. Costruiamo un protocollo sicuro che previene la riattivazione e permette di procedere con il trattamento in sicurezza.
La consulenza preliminare serve proprio a raccogliere la tua anamnesi completa e a costruire un protocollo personalizzato, anche per i casi più particolari.
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